Parrocchia Santa Giulia


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Un po' di storia

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Chiesa di Santa Giulia

Per conoscere le vicende che portarono alla costruzione di Santa Giulia bisogna rifarsi al 1804 quando nell’attuale Via Bonafous, al numero 2, esisteva la parrocchia di San Marco e Leonardo, di costruzione vittoriana, con territorio che si estendeva dalle fortificazioni fino ai confini della parrocchia di Pecetto, e della parrocchia di San Vito a tutta Vanchiglia.Tale parrocchia, demolita per la costruzione del ponte di Po e delle case di piazza Vittorio, venne surrogata dal primo gennaio 1810 dalla chiesa della Confraternita della SS. Annunziata che acquisì anche il nome di San Marco.Questa situazione provvisoria divenne definitiva dal primo luglio 1834 quando l’arcivescovo Mons. Franzoni divise nuovamente il territorio nelle tre parrocchia di Santa Margherita (per la collina), Gran Madre di Dio (per la sponda destra del Po), SS. Annunziata (per la sponda sinistra e tutta Vanchiglia), fatta eccezione per la parte da via Tarino a tutto corso Regio Parco – ancora da tracciare – di spettanza della parrocchia di Borgo Dora.La giurisdizione era però troppo ampia ed era quindi giustificata la proposta del parroco dell’Annunziata e di un gruppo di abitanti di Vanchiglia di chiedere ad Alessandro Antonelli un progetto per una chiesa di zona. I costi elevati (oltre 360.000 lire) impedirono la realizzazione del grandioso progetto, anche se l’architetto, che abitando in via Vanchiglia 9 si considerava un futuro parrocchiano, appariva disposto a ripiegare su una costruzione ridimensionata e meno costosa.Determinante fu allora l’intervento della marchesa di Barolo che si impegnò per il finanziamento e ne affidò l’incarico a un giovane, Giovan Battista Ferrante, coadiuvato dall’architetto Lanzone. Erano passati una decina d’anni e i prezzi erano lievitati a 600.000 lire, ma non ci furono problemi: il concorso unitario del Comune e degli abitanti di Vanchiglia si limitò a 100.000 lire circa.L’unica richiesta, subito accettata, fu il cambio del nome da San Luca, protettore degli artisti, proposto dall’Antonelli, in quello di Santa Giulia, ed altrettanto fu per la via.I lavori cominciarono nella primavera del 1863 con l’impresa Rista e Paropasso e già il 22 maggio del 1866 la chiesa era aperta al culto.


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